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Digiuno superiore e altre conversazioni sull’ehretismo.

Digiuno superiore e altre conversazioni sull’ehretismo.

Conversazioni sull’ehretismo e digiuno superiore  

 

 Cosa aggiungeresti che non è stato detto nel percorso ehretista ?

E’ stato detto poco sull’elemento  dei  sensi di colpa durante il percorso. E’ importante sentirsi liberi di sgarrare quando si ha bisogno, pur di riprendere poco dopo il percorso con maggior consapevolezza.

Essere estremisti durante qualsiasi transizione può esser solo deleterio.

E’ grazie all’elasticità mentale (comprendendo il momento in cui è giusto stringere i denti e il momento in cui dobbiamo prenderci una pausa) che si hanno i migliori progressi.

Poi è fondamentale uno stile di vita e una mentalità improntati sulla serenità.

Ho potuto sperimentare come più il corpo è in fase di disintossicazione, più è necessaria la serenità in ambito familiare, lavorativo e non solo.

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Quali errori ti  è capitato più di frequente vedere in ehretisti non preparati o frettolosi?

Uno degli errori più frequenti è quello di lasciarsi prendere dall’entusiasmo e pensare di essere arrivati in pochissimo tempo.

Spesso ho commesso questo errore proprio io, ma rendermene conto mi ha aiutato a comprendere quanto i percorsi più importanti e belli necessitino di un lungo viaggio e di tempo per dare i migliori frutti.

E’ normale sbagliare durante un percorso, ci aiuta a tornare più umili e ci fa partire più forti di prima.

Un altro errore da evitare è l’estremismo: è bene sperimentare, ma mai forzare eccessivamente la propria mente, né il proprio corpo. Difatti l’esser troppo rigorosi con se stessi a volte porta a produrre tossine mentali e ad acidificare eccessivamente il corpo.

Il giusto equilibrio mentale è in una sana alchimia tra rigore e misericordia.

 

Cosa mi dici sul clima che viviamo in italia e quale pensi sia il clima più adatto a noi ?

Abbiamo reso artificiale la società “evoluta” di oggi: mura che ci schermano dal magnetismo terrestre e solare, scarpe che impediscono il contatto diretto con la natura, assenza di sole nei mesi freddi, occhiali da sole, mancanza di tempo libero per correre e rilassarsi, cibi artificiali…

Il clima più adatto all’uomo è da sempre stato il clima tropicale, un clima che permetteva all’uomo di esser costantemente a contatto con la natura, trovare cibo senza difficoltà climatiche e dormire all’aperto la notte, o per lo meno senza l’esigenza di termosifoni .

E’ chiaro che nella nostra bellissima penisola tutto ciò viene a mancare  nel periodo autunnale-invernale.

Spesso consiglio agli amici che proprio durante i mesi più rigidi soffrono di ansia-stress-depressione (chissà perchè) una lampada a spettro solare da mettere dentro casa o nel luogo di lavoro. Potete trovare maggiori informazioni nel libro “La luce che cura” dell’ing. Fabio Marchesi.

 

Cosa pensi del digiuno prolungato?

La scorsa primavera ho portato a termine con enorme soddisfazione i 21 giorni di Jasmuheen: per un mese e mezzo ho vissuto di soli liquidi, dopo una prima settimana di digiuno a secco.

E’ stata un’esperienza che non consiglierei a nessuno visti i rischi che si possono correre, ma ho potuto sperimentare quello che viene definito nutrimento pranico (da energie sottili).

Spero di poterlo sperimentare nuovamente, ma non prima di riprendere a fare un pò di movimento fisico ed essere libero da impegni personali .

 

Ci puoi parlare del digiuno superiore descritto e sperimentato dal prof. Arnold Ehret?

Secondo Ehret dopo un graduale processo di disintossicazione (principalmente con verdure, poi con la sola frutta) l’organismo avrebbe potuto utilizzare al meglio gli zuccheri della frutta ricavandone la massima energia, non prima.
Ehret così spiegava perchè tante diete e regimi a base di sola frutta fallivano: bisognava preparasi, eliminando il muco dal corpo e dalle stazioni linfatiche più gradualmente.
Solo allora il corpo avrebbe potuto sperimentare quello che lui definiva il “digiuno superiore”: uno stato in cui si riusciva ad assorbire maggiore energia (prana) e sviluppare quelle stesse potenzialità e facoltà tipiche per esempio di certi fachiri indiani, o persone “spirituali”.

Quali sono stati i cambiamenti avuti con il digiuno superiore (o anche detto nutrimento pranico)?
In quel periodo ero riuscito a recuperare la vista (circa 1 grado in meno di miopia), la forza e la resistenza erano a livelli mai avuti prima… per curiosità provai ad andare in palestra e notai che i pesi che riuscivo a sollevare non erano paragonabili ai pesi con cui poteva avere a che fare un onnivoro della mia stazza. Inoltre erano del tutto assente l’acido lattico, la stanchezza e il sudore. Ero entusiasta, gioioso, costantemente felice e propositivo… dormivo 2-3 ore a notte ed ero sempre riposato ed energico; la notte scrivevo, disegnavo, leggevo libri, davo sfogo ad una creatività e ad una lucidità senza limiti.
Come tornai a mangiare frutta, verdura e successivamente cibi cotti, persi gradualmente questi benefici.

 

Cosa hai imparato maggiormente da questo digiuno“superiore”?

Ho vissuto un’esperienza molto profonda durante quei giorni. Non entro nei dettagli per quanto riguarda la toccante esperienza spirituale che ho potuto vivere; preferisco invece condividere con voi l’insegnamento più bello che mi è rimasto , ovvero che non esiste giusto o sbagliato.

Prima vedevo il cibo come una droga di cui volevo liberarmi a tutti i costi e rapidamente… ora vivo il mio percorso con più relax, senza decidere nulla a priori, ma accettando di volta in volta le intuizioni che arrivano dall’Universo.

E’ nell’uso (più o meno consapevole) che facciamo di qualsiasi strumento (compreso il cibo) che è la differenza delle cose.

Non mi etichetto più da quando ho compreso che nulla può esser visto come giusto in assoluto.

Tutto dipende dal momento che si sta vivendo e dallo stato psico-fisico raggiunto in quell’istante.

E’ inutile definirsi fruttariani, vegani, vegetariani dal momento in cui comprendi che siamo esseri in continua evoluzione e che non esiste una  alimentazione più giusta di un altra per tutti, ma esistono solo diversi livelli di consapevolezza raggiunti.

Ognuno deve vivere nel suo livello di consapevolezza senza sensi di colpa e comprendere gli insegnamenti di vita che otteniamo dai nostri errori.

Se poniamo il fruttarianesimo al primo livello tra gli stili alimentari dell’uomo, dove poniamo chi digiuna mantenendosi in ottima forma fisica? E chi pratica il digiuno superiore di Arnold Ehret? E chi vive ad altri livelli di alimentazione come i pranici ?

Chi dice che tutti devono arrivare allo stesso livello pur avendo alle spalle componenti fisiche, spirituali, familiari… totalmente diverse?

Chi può dire che il tuo vicino di casa ha uno stile alimentare errato per lui, se non prendiamo in considerazione la sua storia e il livello di coscienza?

Non esiste una verità o una bugia assoluta per tutti.

 

Ho sperimentato il fruttarianesimo 100% con ottimi risultati l’anno scorso per 6 mesi, dopodichè ho sperimentato il digiuno superiore di Arnold Ehret, sono tornato a mangiare cibi cotti, sono arrivato a fare digiuni intermittenti di 3/4 giorni a settimana, sono tornato alla sola frutta, e così via.

Siamo esseri spirituali in continua evoluzione ed etichettarci non serve a nulla, se non a limitare il nostro potenziale e creare confusione.

L’uomo è capace di fare e creare qualsiasi cosa sia in grado di pensare con entusiasmo e gioia. Ecco perchè continuo a sognare, a pormi degli obbiettivi, a sperimentare e ad educare la mia mente (una vera giocherellona!) a nuovi schemi mentali più utili ed entusiasmanti. .

Un tuo aforisma preferito prima di lasciarci. Che sia utile per riflettere sull’importanza della consapevolezza alimentare.

Quello di Palahniuk calza a pennello per chi ha difficoltà a comprendere quanto l’uomo sia legato a certi cibi più per dipendenza emotiva e vizio che per altro:

 

Quando gli antichi greci formulavano un pensiero, era perché una divinità aveva deciso di dargli un ordine. Apollo gli diceva di essere coraggiosi. Atena di innamorarsi. Oggi la gente vede la pubblicità delle patatine al formaggio e si fionda fuori a comprarle, però lo chiama libero arbitrio. Almeno gli antichi greci erano più onesti. – Chuck Palahniuk.

Grazie Luca, a presto amici di Ehretismo.com!!!

 

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Grazie mille ad Andrea Conti per questa intervista !

Luca Speranza

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