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I viaggi di Arnold Ehret, Esseni e Santi vegetariani.

I viaggi di Arnold Ehret, Esseni e Santi vegetariani.

Arnold Ehret, fece molti esperimenti, molto estesi, e viaggiò molto.
in un periodo della sua vita è stato nel Sud dell’Italia, camminando e vivendo quasi esclusivamente con una dieta a base di uva, poi è stato in nave fino all’Egitto, poi Palestina, Turchia, Romania, Austria e poi di nuovo a casa.

Ecco cosa scrisse:

“In questo viaggio imparammo molto sulle abitudini alimentari, la mentalità e
la salute di differenti popoli, specialmente in Oriente, con il risultato che le mie
credenze sulla supremazia della civiltà Europea ricevettero un duro colpo, e si
rafforzò la mia convinzione di essere sulla strada per la conoscenza di una salute
molto superiore, un migliore sviluppo mentale e una vita più attiva e longeva.
In Egitto incontrammo rappresentanti di una razza di straordinaria forza e persistenza,
che vivevano principalmente con una scarsa dieta vegetariana, con due
presumibili brutte abitudini, fumare e bere caffè forte, ma non trovammo nessuna
persona nervosa o intossicata.
Vedere quanti pochi tipi di cibi e quanto poco mangiavano, scoprire che erano
gli stessi cibi dei loro antenati, da un’idea della superiore qualità della antica
civiltà Egizia.
In Palestina restammo parecchi mesi, studiando i costumi locali e la storia
delle condizioni del passato, con il risultato che la mia concezione del vero significato
dei vangeli del Vecchio Testamento cambiò radicalmente.

Imparai che la vita di Cristo e gli insegnamenti erano in completa attinenza con le leggi naturali,
ora ben note, che gli procurarono un’intelligenza e una salute superiore, ma quando
furono scritti circa 150 anni dopo, furono colorati con forme di espressione
orientali, metafore ed incompleta conoscenza dei fenomeni naturali.

Ciò che era meraviglioso fu considerato miracoloso. I suoi precursori, i suoi digiuni, la sua
dieta, le sue abitudini e quelle dei suoi associati, tutto rivela il modo di vivere che
gli procurò una salute superiore senza alcuna assistenza divina. Confermo questo
dichiarando che le generazioni future faranno opere più grandi delle sue, dato
che avrebbero ottenuto una migliore conoscenza delle immutabili leggi e metodi
naturali, di Dio.

Il mio libro confermerà, con prove convincenti che i doni di Cristo, i cosiddetti
miracoli di guarigione, gli apparenti cambiamenti delle leggi naturali, la sua resurrezione
ed ascensione al Paradiso erano in accordo con le leggi naturali, sebbene
allora non comprese e tuttora non interamente conosciute.

L’ignoranza delle leggi che sottendono alla normale salute e ora, in questo secolo, più grande di quella
dei secoli passati ed è evidenziata dal deterioramento della cosiddetta popolazione
civilizzata, sebbene più avanzata sotto altri aspetti. Imparare dalle mie ricerche
ed esperienze ed avere la possibilità di riportare l’umanità ad un livello superiore
di salute in anticipo sui tempi moderni, `e stato per me come aprire un Libro dai
Sette Sigilli.

Mostrare la vita di Cristo alla luce del sole secondo le vere leggi naturali, quindi
eterne e divine, identiche a quelle della nostra propria natura, `e un’ispirazione
ed un’aspirazione di cui ora molti gioiscono e nessuno dovrebbe privarsene.
Gli altri paesi visitati rivelarono aspetti ed evidenze dei principi naturali della
salute. Acquistai più confidenza ed entusiasmo che mai di fronte alla perfezione
della mia salute, ottenuta con esperimenti di digiuno ed una dieta migliorata. Sentii
istintivamente, e presto dimostrai, che alcuni cibi naturali, preparati in un certo
modo, avevano il potere di produrre un’energia superiore, e anche un superiore
potere di ripulire l’organismo, quando usati correttamente e abbinati ad un’intelligente
astinenza da qualsiasi cibo, per la prevenzione e la cura di qualsiasi
malattia.”

Estratto dal libro di Ehret  Il sistema di guarigione della dieta senza muco

(edizione italiana di Andrea Colombo)

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Approfitto di questa introduzione legata al cristianesimo per citare uno scritto di Franco Libero Manco
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Santi vegetariani, i cattolici vegetariani sono in buona compagnia

Una lista di ALCUNI Santi -in ordine alfabetico- da cui prendere esempio, una testimonianza nella Chiesa: i Santi ci indicano la direzione da prendere

Agostino di Ippona (354-430), santo, vescovo, la sua mensa era parca e frugale, composta di erbaggi e legumi.

Ambrogio di Milano (339-397), santo, vescovo, tra i primi dottori della Chiesa latina, scrittore, fu assertore del regime vegetariano, escludeva dalla sua mensa carne, pesce, uova e latticini, nutrendosi di erbaggi, frutta e verdura. Diceva: “La carne fa cadere anche le aquile che volano”.

Antioco Eremita, visse fino a cento anni nutrendosi di verdure crude e bevendo sola acqua.

Basilio Magno (330-379), santo, vescovo, dottore della Chiesa orientale, padre del monachesimo orientale, legislatore monastico. Fondò una comunità di asceti che si nutrivano solo di pane e verdure e bevevano solo acqua.

Benedetto da Norcia (480-547), santo, patriarca del cenobitismo occidentale, nella sua regola il divieto assoluto della carne per i monaci e anche per i bambini.

Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), santo e dottore della Chiesa, si nutriva di pane, latte e zuppa di verdure. Affermava: “Troverete più nelle foreste che nei libri”.

Bonaventura da Potenza (1651…), beato francescano, nella regola dei Certosini da lui fondata l’astinenza totale dalle carni che estese pure ai monaci ammalati: chi disobbediva a questa regola veniva espulso dall’Ordine.

Caterina da Siena (1347-1380), santa, dottore della Chiesa, una delle maggiori scrittrici del XIV secolo, rinunciò alla carne fin da piccola nutrendosi di pane, erbe crude e bevendo solo acqua.

Cesario d’Arles , santo, scrisse due regole, la prima per i monaci, la seconda per le sacre Vergini del monastero di S. Giovanni Battista. In questa regola era assolutamente vietato mangiare carni.

Chiara da Montefalco vissuta nel 13° secolo, si nutriva di frutta ed erbe selvatiche e pur dormendo sopra un giaciglio fatto di sassi si conservò sempre in salute.

Filippo Neri (1515-1595), dopo una visione non mangiò più carne o pesce e si nutrì esclusivamente di pane, erba e qualche f rutto.

Francesca Romana (1384-1440), santa, sposa, madre, vedova esemplare. Operò strepitosi miracoli. Fin da giovanissima si astenne dal vino e dalla carne.

Francesco di Paola (1416-1507), santo, eremita, fondatore dell’Ordine dei Minimi, per la sua dieta parca e frugale fu chiamato dai suoi contemporanei “mangiatore di radici”.

Fulgenzio di Ruspe, visse verso la fine del 5° secolo, santo, monaco e vescovo, non mangiava mai carne.

Giacomo Minore, apostolo, cugino di Gesù vescovo di Gerusalemme. Secondo Eusebio di Cesarea non mangiò mai carne di animali, né bevve vino.

Giovanni Battista, ultimo dei profeti ebrei, detto il precursore di Cristo, si nutriva di focacce e miele.

Giovanni Bono (1169-1249), fondatore dell’ordine degli Eremiti, non mangiava mai carne; consumava in una settimana quello che i loro confratelli mangiavano in un giorno.

Giovanni d’Avila (1499-1569), santo, sacerdote, si nutriva di legumi e frutta.

Giovanni Maria Vianney (1786-1859), santo e guida spirituale, si nutriva quasi essenzialmente di patate.

Girolamo (345-419), santo e dottore della Chiesa, tradusse e revisionò la Bibbia, auspicava il ritorno alla condizione antecedente il Peccato: “L’astinenza dalla carne ricomincia con la venuta di Cristo”.

Giuseppe Cottolengo (1786-1842), santo, fondatore di 4 comunità femminili ed una maschile ove la regola da lui stabilita prescriveva l’obbligo di non consumare carne.

Gregorio da Nazianzeno (329-389), santo, vescovo, dottore della Chiesa orientale, ritenuto il teologo più erudito mai vissuto, si riferisce che mangiasse esclusivamente lupini.

Leonardo da Porto Maurizio (1676-1751), santo, sacerdote, scrittore, non consumava né carne né pesce.

Matteo, apostolo, santo, evangelista. Clemente Alessandrino riporta che si nutriva di frutta, semi ed erbaggi.

Migne (1800-1875), abate francese, riteneva l’astinenza dalla carne ciò che maggiormente contribuiva alla perfezione e alla felicità dell’uomo.

Nicola da Tolentino (1245-1305), santo ed eremita agostiniano, si asteneva da carne, pesce, latticini e dai condimenti con grasso.

Nilo ( 910-1004), santo, mangiava pane, legumi e frutti e beveva solo acqua.

Paconio (292-346), santo, iniziatore della vita cenobitica, fondatore di numerosi monasteri ove i pasti erano a base di erbe, pane, olive, formaggi con divieto assoluto di carne e vino.

Paolino di Nola (353-431), santo, osservò sempre l’astinenza dalle carni.

Pietro, apostolo, santo. Nei Ricognitinoum libros di Clemente Romano si riferisce che si nutrisse di pane, olive e raramente erbe.

Pietro d’Alcantara (1499-1562), santo, asceta francescano, uno dei più grandi mistici spagnoli, si nutriva tre volte a settimana consumando solo piselli e fave.

Pietro il Galata, consumava solo pane ed acqua.

Pietro Regalado, santo, francescano di stretta osservanza, straordinario taumaturgo, nelle comunità che fondò i membri si nutrivano solo di legumi, estendendosi da carne e vino.

Pio V (1504-1572), santo, vescovo, cardinale e poi papa, si nutriva con erbe e legumi.

San Giovanni Maria Vianney, patrono dei sacerdoti; mangiava patate, erba e pane e (ogni tanto) un uovo.

Tommaso d’Aquino (1220-1274), santo, massimo rappresentante della Scolastica medioevale, eminente teologo, riteneva che carni, latte e uova costituissero il massimo incentivo alla lussuria.

Vincenzo Ferret (1350-1419) santo domenicano, è considerato il più grande predicatore di tutti i tempi, si asteneva dalla carne.

Senza dimenticare Francesco che, secondo Tommaso da Celano, sentiva compassione anche per i vermi; Gertrude di Helfta che pregava per qualsiasi creatura sofferente; Isacco di Ninive che provava compassione non solo per tutte le creature ma anche per i demoni, Atanasio di Alessandria, Nicola da Tolentino, Benedetto Labre, Cesare de Bus, Edmondo di Canterbury, Pietro di Tartasia…