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La scalata delle 3 vette

La scalata delle 3 vette

Condivido con molto piacere il resoconto dell’amico di percorso Ri-evolutivo Aldo in questo articolo :

Three Peaks Challenge – 18-19 Luglio 2015 UK

Salve amici,

sono rientrato lunedì sera dalla Scozia dopo aver intrapreso una sfida per cui mi sono allenato per più di un anno. Volevo condividere con voi questa esperienza sportiva che mi

ha messo davvero alla prova.

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Premetto che per me la corsa non è mai stata la mia disciplina, preferisco la bici a causa di tendiniti latenti alle ginocchia che da tempo immemorabile mi bloccavano le

ginocchia dopo pochi km, comunque mi sono messo in testa di partecipare ugualmente e di cercare di superare queste “apparenti” difficoltà.

Allora mi sono dedicato alla corsa ogni giorno sotto il sole, prima pochi km fino al dolore alle ginocchia, alternato a bagni con impacchi di argilla alle ginocchia ed alimentazione

sempre più fruttariana con meno sgarri possibile…avanti così per molti mesi gradualmente le cose miglioravano. La mia dieta ormai è costituita da un solo pasto solido

al giorno da un paio di anni (frutta e verdura raw). La mattina una spremuta e poi nulla sino a sera. Non riesco a correre bene o fare qualunque attività sportiva se anche

mangio qualche ora prima della semplice frutta..il mio stomaco deve essere sgombro, le energie solo concentrate nei muscoli. Con i succhi filtrati generalmente sto molto

meglio perchè vengono assimilati subito e lo stomaco è sempre libero.

Da ottobre 2014 sino alla settimana scorsa ho percorso 1.300 km (forse un paio di migliaia di km da un anno a questa parte..) a footing in maniera sempre più serrata

negli ultimi mesi..al lavoro ormai ci andavo a corsa la mattina, corsa nella mezz’ora di pausa pranzo e corsa la sera al rientro a casa….ahahah.

Le mie corse consistono sempre in una ascesa in collina, non corro mai in piano sia perchè c’è traffico sia perchè la gara finale si sarebbe svolta tra le montagne… Sono diventato

un vero runner…la tendinite alle ginocchia ormai è un lontano ricordo e la bici non la ho più utilizzata da sei mesi circa.. Tutto pronto per la sfida del 3Peak.

Il 3 Peak Challenge si svolge in UK ogni anno e consiste nello scalare (nel senso di camminata alpina con scarponcini e bacchette ed alcuni tratti quasi arrampicata) le tre vette più alte

dell’Inghilterra in circa 24 ore non stop.. Ben Nevis in Scozia (1350 metri), Scaffel Pike nel Galles e Snowdon in Inghilterra un migliaio di metri di quota di sassi, brecce e sentieri tortuosi,

per un totale di circa 45 km non stop…per me si trattava di mettermi alla prova e superare delle paure interiori di non potercela fare, non essere all’altezza… bisogna fare tutto senza perdere

tempo, trasferimenti in pulmann compresi, senza praticamente riposare e smangiucchiare se si voleva nei ritagli di tempo. E poi fare i conti con le condizioni meteo estreme che facilmente si

sarebbero trovate.

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In questo particolare gruppo, eravamo in 11, era stato organizzato da Genesis Sunfire *  e consisteva di vegani-crudisti, fruttariani, liquidariani più lui e sua moglie liquidariana;

provenienza da UK, Cecoslovacchia, Francia, Olanda ed Italia (io ed il mio amico ehretista Massimo).

Mai stata fatta questa gara inglese così esterma da parte di questa categoria di persone a memoria. Qualche personaggio lo conoscevo perchè aveva partecipato ai bootcamps di Genesis

anni passati assieme a me.

Pensate che per l’occasione è venuta anche una troupe televisiva che ci ha seguito passo passocon tanto di riprese durante le ascese, interviste in pulmann e foto in ogni momento. Quando

saprò il link del documentario ve lo posterò.

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Per farla breve personalmente ho dovuto combattere contro i ‘mostri’ del freddo intenso più che la fatica fisica per il percorso… Avevo certamente l’attrezzatura tecnica molto leggera (compresi

i guanti!) per minimizzare il bagaglio ma immaginate nella prima ascesa 6 ore di pioggia continua con bassa temperatura, vento costante, nebbia e ghiaccio che sferzavano faccia, mani e

piedi e quindi portando via in continuazione calore dal corpo. Negli scarponcini i piedi di tutti erano immersi nell’acqua fredda che entrava da tutte le parti. Neve e ghiaccio scivoloso in cima

al Ben Nevis completavano la situazione. Durante le soste di qualche minuto per aspettare chi era rimasto indietro la guida ci faceva abbracciare in cerchio per non disperdere il calore mentre

intorno infuriavano gli elementi. Io se non facevo anche delle flessioni nei brevi momenti di pausa, appoggiato a qualche roccia con le mani assiderate, congelavo del tutto..Quando il calore

inizia ad abbandonarti anche la mente inizia ad annebbiarsi e la sensazione è molto brutta, di impotenza completa e di scarsa lucidità.

Seconda ascesa, Scaffel Pike, la sera dopo 5 ore di pulmann 400 km più a sud, con temperature leggermente migliori, paesaggi da favola ma sempre vento e pioggia nel

percorso, la discesa dalla cima di notte, tutti come lucciole con la torcia in testa. Anche qui freddo che si sommava a freddo precedente. La stanchezza si accumulava e i legamenti delle

ginocchia iniziavano a cedere, specialmente nella discesa in mezzo a milioni di massi sconnessi, ogni passo una sofferenza. Meno male che le bacchette hanno aiutato a scaricare il

peso anche sulle braccia durante le fasi di salita e soprattutto di discesa.

In bus di notte, tutti fradici ed infreddoliti, ho mangiato mela, banane assieme tanta frutta secca per “scaldarmi” (mandorle, anacardi, uvetta, nocciole) ed un po’ di miele

con maca .. chi era a liquidi ha dovuto mangiare solido, anche Genesis ha bevuto un po’ e mangiato della frutta altrimenti non ce la avrebbe fatta. In condizioni estreme per

evitare crisi di detox improvvise bisogna ‘scendere’ i gradini alimentari che si era percorso durante le fasi di pulizia precedenti. Ma non troppa per non impegnare con la

digestione lo stomaco.

La mia mente aveva già mollato e desistito ‘suggerendomi saggiamente’ di mollare per preservarmi i legamenti, e di affiancarmi a chi sarebbe rimasto in pulmann perchè sfinito

completamente..non avrei quindi più continuato con l’ultima ascesa dello Snowdon in territorio inglese all’alba del giorno successivo. La mente voleva convincermi che sarebbe stata già una

vittoria scalare due cime.

Invece alla fine ho raccolto le ultime forze rimaste e mi sono detto, ora o mai più, devi farcela ad ogni costo! Che sei venuto a fare qui altrimenti? 3 Peaks = 3 Cime!

Con grande forza di volontà mi sono fatto altre 6 ore, fortunatamente con tempo migliore dei precedenti per un timido sole che si affacciava ogni tanto dietro qualche nuvola e faceva

intravedere paesaggi da favola, tappeti verdi con pecorelle belanti, laghetti incantati e cascatelle di acqua fresca in ogni dove…la cima del monte era sempre in tempesta con nebbia e freddo

ovviamente!

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I legamenti hanno retto anche se molto doloranti e la volontà e la determinazione hanno fatto il resto. La resistenza fisica ed il fiato ci sono sempre stati in ogni momento, la maggior sfida

come avrete capito è stata contro le condizioni meteo proibitive!

I miei allenamenti si erano sempre svolti al caldo ed al sole italiano, che ovviamente amo come penso ogni fruttariano. Se avessi lavorato in condizioni simili probabilmente la mente

non si sarebbe ‘indebolita’ cosi tanto ma sarebbe stata certamente più preparata a quest’impresa.

Noi 2 italiani ci siamo distinti e la guida, persona esperta che era stata tanti anni in Nepal, in Tibet ed in giro per il mondo, ci ha definiti “tosti”; i liquidariani, Genesis compreso, hanno

faticato molto a starci dietro ed abbiamo perso alla fine un paio d’ore ad aspettarli in continuazione… devo dire che avendo preso seriamente la cosa, l’anno precedente di allenamenti

quotidiani sono serviti eccome, almeno nel mio caso..

Poi 4-5 giorni di dieta liquida e clisteri continui prima di iniziare la gara mi hanno permesso di svuotare per bene l’intestino, stomaco e convogliare tutte le energie a disposizione nei muscoli.

Queste esperienze ti cambiano nel profondo e ti permettono di affermare tranquillamente che con la forza di volontà focalizzata e concentrata si può raggiungere ogni meta ci si è prefissati

senza che nessun tipo di ostacolo riesca a fermarti dal tuo intento. La dieta ehretista ha fatto il resto!

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“La nostra immaginazione è il solo limite che ci separa da quello che saremo in grado di ottenere in futuro”

“Get out of cooked food as soon as possible…why ? Because your whole life depend on it!” –

Genesis Sunfire

 

 

 

*Genesis Sunfire, dopo un percorso di pulizia costante e dieta fruttariana e liquidariana non ha più mangiato nè bevuto da svariati

anni ormai. Non ama definirsi brethariano anzi ci ha detto chiaramente che il messaggio brethariano non è quel che si crede

comunemente ma la maggior parte riguarda falsa notorietà ed è diventato un modo come un altro per far soldi.

Lui crede fermamente che in un mondo sporco come quello di oggi la strada verosimile da percorrere sia il liquidarianesimo (lo

affermava anche quando non beveva perchè affermava che comunque la saliva la ingeriva sempre). Il brethariano potrebbe vivere

certamente ma in un mondo ideale, pulito senza inquinamenti di ogni sorta (acqua, aria, cibo..).

Lo stress fisico a cui siamo sottoposti quotidianamente non può essere sopportato oltre senza danni; in un mondo così è

necessario ogni tanto integrare con liquidi supplementari, acqua e/o succhi freschi. Mai comunque utilizzare cibo solido che non

serve realmente al corpo ma lo affatica e lo fa invecchiare precocemente.

Ne sono convinto fermamente pure io che questa sia la strada maestra che percorrerò verosimilmente come obiettivo finale da

raggiungere.

Quelle volte che la intraprendo ne sento gli enormi benefici; .certamente nel caso di sforzi eccezionali e prolungati come questo

niente ci vieta di rimangiare della frutta per controbilanciare l’enorme fatica che deve fare il corpo per sostenerli, pena cadere in una

detox molto spinta, perchè alla fine di questo si tratta; infatti noi non nutriamo il corpo col cibo solido,  gli impediamo di entrare in una

detox più profonda e quindi nell’impossibilità di portare a termine lo sforzo fisico prefissato perché le energie verrebbero subito

impegnate in un lavoro più oneroso di disintossicazione forzata.

Ho capito molte cose da quest’esperienza, ed ho capito che Genesis vuole essere libero di continuare a sperimentare su se stesso

varie cose, continuare con le sue pulizie complete di acqua e sale himalayano, assumere tisane di chaga per rifinire la pulizia ad un

livello più profondo, senza essere costretto a nascondersi dietro l’etichetta di brethariano che non gli si addice proprio più..ma vallo

a spiegare alla gente!

Io lo comprendo appieno e spero che anche voi lettori comprendiate.